Uniti ancora una volta

(su L’ Osservatore Romano del 13/11/2012) Il 23 gennaio a Washington si svolgerà la tradizionale Marcia per la Vita. WASHINGTON, 12. «Nessuna eccezione, nessun compromesso»: numerose organizzazioni negli Stati Uniti si stanno preparando a celebrare la Marcia per la Vita con rinnovato spirito di unità in difesa di principi morali e religiosi considerati irrinunciabili. Il tradizionale appuntamento dei pro-life statunitensi — promosso annualmente fin dal 1974, a seguito della decisione della Corte Suprema di Giustizia che ha dato il via libera alla legge Roe v. Wade, con la quale è stato legalizzato l’aborto nel Paese — si preannuncia anche quest’anno particolarmente ricco di presenze.

Decine di migliaia di persone si ritroveranno a Washington, lunedì 23 gennaio, per sfilare in corteo lungo le strade della città. «Uniamoci sui principi della vita per rovesciare la Roe v. Wade e proteggiamo con amore le madri e i bambini non nati, senza se e senza ma» è il tema della 39° edizione. Quest’anno, in particolare, l’evento cade il giorno seguente all’anniversario della decisione della Corte di Giustizia (22 gennaio 1973) per consentire ai partecipanti all’iniziativa di incontrare i deputati alla riapertura dei lavori del Congresso, dopo la pausa della domenica.

La Marcia sarà preceduta il 22 gennaio, come consuetudine, dalla veglia notturna di preghiera che si terrà nella basilica del santuario nazionale dell’Immacolata Concezione, aperta dalla messa presieduta dal cardinale arcivescovo di Galveston-Houston, Daniel N. DiNardo, che guida anche il comitato per le attività pro-vita della Conferenza episcopale. La veglia si concluderà il mattino del 23 gennaio con una concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di New York Timothy Michael Dolan, presidente della conferenza episcopale. Successivamente il corteo dei partecipanti sfilerà in direzione della sede della Corte Suprema.

La Marcia per la Vita sarà accompagnata da altre iniziative: tra queste la messa per i giovani pro-life promossa dall’a rc i d i o – cesi di Washington e la manifestazione per la vita che si terrà a San Francisco. Ma anche in tutto il Paese saranno numerose le iniziative che nelle varie diocesi segneranno l’anniversario della decisione della Corte Suprema. Dopo i consistenti numeri di presenze registrati negli anni passati, anche per il 2012 le aspettive sulla Marcia, come accennato, sono positive.

«Le persone sono sempre più sorprese — ha commentato il presidente del National Right to Life Committtee, Carol Tobias — del numero di pro-life che prendono parte all’evento a Washington, ma anche nelle città dei vari Stati». Le adesioni, ha aggiunto, «sono sempre più numerose, soprattutto da parte dei giovani, il che è incoraggiante per il movimento pro-life e uno shock per coloro che pensano che l’ab orto debba continuare a essere considerato legale».

Il cardinale DiNardo, in un intervento fatto lo scorso ottobre in occasione della celebrazione del Mese per la Vita, ha esortato i cattolici a non «tirarsi indietro dal dovere di rivendicare i valori e i principi che riteniamo fondamentali per il bene comune, a iniziare dal diritto alla vita di ogni essere umano e dal diritto di ogni uomo e ogni donna di esprimere e vivere in base alle proprie convinzioni religiose e alla coscienza ben formata». Nel Paese, infatti, si sono moltiplicati gli sforzi per agevolare il ricorso alla pratica abortiva, mascherandoli sotto la forma «di servizi preventivi» che servono a preservare la salute delle donne.

La decisione adottata nei mesi dal Governo di imporre la copertura sanitaria obbligatoria per tutte le forme di contraccezione e sterilizzazione, considerandole come servizi di prevenzione per le donne, ha aperto un nuovo varco agli ab orti. Il cardinale DiNardo ha sottolineato che la copertura obbligatoria «non dimostra né rispetto per la salute o la libertà delle donne, né rispetto per la coscienza di coloro che non vogliono partecipare a tali interventi problematici».

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