Ranjith in prima linea contro le leggi pro aborto

(di Pierluigi Vajra su La Bussola del 11-04-2012) L’arcivesco di Colombo, il Carinale Malcom Ranjith , sembra avere le idee chiare. Da quando ha preso possesso dell’arcidiocesi non ha perso occasione propizia per far sentire la sua voce a favore della vita e contro la piaga dell’aborto.

Ne ha parlato pubblicamente, anche in discorsi e omelie trasmesse alla televisione nazionale. All’epoca dell’arresto una Missionaria della Carità (le “suore di Madre Teresa), l’aveva difesa a spada tratta, facendo notare come la loro comunità fosse un baluardo a sostegno delle madri ed a difesa dei bambini.

Ne ha recentemente parlato all’intero presbiterio dell’arcidiocesi, usando espressioni chiare e forti contro chi, nel governo, parla di introdurre l’aborto legale per casi di stupro di minorenni, di incesto o di handicap fisici.

Afferma senza mezzi termini che l’aborto è sempre un omicidio, è sempre un crimine.
Da quando è stato eletto presidente della conferenza episcopale del paese, anche gli interventi della conferenze episcopale hanno cominciato a destare attenzione in questo senso, fino a suscitare gli attacchi della stampa favorevole all’aborto.Ribadisce con chiarezza, pubblicamente, l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica al riguardo.

Contatta personalmente il Presidente del paese per incassarne l’assicurazione che lui non firmerà mai un disegno di legge favorevole ad alcun rilassamento dell’aborto.
Stigmatizza il lavoro occulto di organizzazioni legate alle Nazioni Unite che aizzano associazioni femminili perché richiedano l’aborto travestendolo come un diritto della donna.
Arriva al punto di suggerire che questa lotta alla procreazione ed alla vita non sia altro che un diverso modo tramite il quale le élite del mondo desiderano mantenere il controllo delle risorse del pianeta.

Suggerisce il sostegno alle madri come soluzione all’aumento degli aborti clandestini.
Propone che a tale scopo vengano utilizzate le collette quaresimali di tutte le parrocchie dell’arcidiocesi, proposta che ha incontrato l’immediato favore dei cattolici.
Qualche altra eminenza avrebbe qualcosa da imparare…
Dispiace che nel vecchio continente il Cardinal Ranjith sia conosciuto principalmente attraverso il filtro della sua difesa – convinta e dovuta – del Motu Proprio Summorum Pontificum, che liberalizzava la celebrazione della Messa tridentina. Messa che, per quanto io ne sappia, non è stata imposta né proposta in alcuna parrocchia dell’arcidiocesi. C’è molto più di questo, in Sri Lanka.

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