Pubblichiamo la relazione di Silvio Ghielmi

L’aborto esiste da tanto tempo, ma prima della legge194 era percepito come un male una vergogna da nascondere. La dimensione satanica della legge è l’averlo reso un evento banale mettendo quanti  lo contrastavano in una posizione spregevole: quelli dei nemici delle donne e perturbatori della serenità sociale.
Man mano che progrediva l’assuefazione i pertinaci difensori della vita (quanti Centri di Aiuto alla Vita erano sorti nel decennio che seguì l’infame legge!) erano indotti ad impegnarsi in attività parallele, meno specifiche e forse anche dispersive, per mostrare una immagine più accettata.

L’aborto esiste da tanto tempo, ma prima della legge194 era percepito come un male una vergogna da nascondere. La dimensione satanica della legge è l’averlo reso un evento banale mettendo quanti  lo contrastavano in una posizione spregevole: quelli dei nemici delle donne e perturbatori della serenità sociale.
Man mano che progrediva l’assuefazione i pertinaci difensori della vita (quanti Centri di Aiuto alla Vita erano sorti nel decennio che seguì l’infame legge!) erano indotti ad impegnarsi in attività parallele, meno specifiche e forse anche dispersive, per mostrare una immagine più accettata.
Chi, come Giuseppe Garrone, prendeva iniziative forti, come il primo, in Italia, Cassonetto della Vita a Casale Monferrato, inaugurato dal Prof. Jerome Léjeune o come il telefono S.O.S. Vita era considerato provocatore della pubblica serenità.
In questo clima, sorse e fu sostenuto dal Movimento per la Vita il Progetto Agata Smeralda indirizzato, con adozioni a distanza, al sostegno di bambini  poveri in Brasile. Operazione lodevole e meritoria.
Qualcuno fece rilevare che , tuttavia, Il Movimento per la Vita Italiano, avrebbe dovuto proporre una azione più specifica.
Quella di aiutare le mamme indotte ad abortire dalla loro condizione di povertà disperante.
L’idea era buona e rispondeva alle intense e spesso angosciose richieste dei C.A.V. che non avevano i  mezzi per affrontare situazioni impellenti di rischio di aborto.
Ci voleva la fede e il coraggio.
Esisteva Fondazione VITA NOVA costituita da Francesco Migliori per aiutare il Mov. per la Vita;
MarioPaolo Rocchi era l’uomo creativo per immaginare e definire un adeguato  meccanismo; Giuseppe Garrone era l’incontenibile propulsore di ogni inziativa e Silvio Ghielmi era un quasi-pensionato con qualche esperienza gestionale (tesoriere di Federazione Internazionale Diritto alla Vita con molti bisogni e risorse irrilevanti).
Sembrò che una proposta decente per convincere una mamma della disponibilità di un qualcosa di concreto fosse 10.000 lire al giorno dall’inizio gravidanza a 6 mesi dopo la nascita, ma questo comportava l’enorme cifra di 5milionie400mila lire!.
L’adozione a distanza, normalmente rateizzata in diciotto mensilità, sembrò proponibile.
Qualcuno cui domandammo parere, ci disse che eravamo degli illusi.
Per il metro della ragione era così!
Il nome di PROGETTO GEMMA fu proposto da Rocchi. Il logo fu offerto dall’Agenzia Armando Testa (una delle maggiori Agenzie Pubblicitarie d’Europa).
Ad Aprile, quando tutto era pronto è arrivata la beatificazione di Gianna Beretta Molla. Solo allora capimmo che eravamo guidati da una mano ignota.
Il 7 Maggio 1994 sulla Sua tomba al cimitero di Mésero Mons. Michel Schooyans professore dell’Università Cattolica di Lovanio, grande difensore della vita a livello mondiale amico e consulente di due Papi, celebrò la Messa per invocare la protezione della Beata Gianna.
Il giorno dopo a Bergamo all’Assemblea del Mov. per la Vita il  Progetto Gemma fu presentato al pubblico.
Tanti consensi e tanta paura che tutto fosse un’illusione.
Con gli Attestati e i Certificati compilati a mano con lettere autoadesive, con una fotocopiatrice usata regalata da amici (pesava 50Kg), ospiti semiclandestini dell’Ufficio Scuola di Via Tonezza, 3 –Milano, cominciò l’attesa penitente.
Da Maggio a Dicembre 88 adozioni, 300 nei primi  12 mesi.
Le richieste dei C.A.V. piovevano fitte, ma già qualche CAV da richiedente diventava offerente per i veri casi a rischio: “ce la ridarete quando il caso a rischio l’avremo noi”.
Un’idea precisa, ben definita, solo casi a rischio, rigoroso abbinamento adottante -adottato e quando il bambino nasceva il suo nome era segnalato all’Adottante.
Marisa Orecchia che aveva partecipato al vissuto di formazione del Progetto ebbe un’idea: perchè per gli auguri di Natale non mandare il nome dei Bambini?  E così è stato con grande beneficio.
La grande stampa semplicemente  ignorava questa strana vicenda; anche quando nacquero 6 gemelli (in quel caso si concessero adozioni multiple).
Qualcuno pensò che Progetto Gemma fosse raccolta di fondi da distribuire: un pochino a ciascuno di tanti casi pietosi, invece no: ogni adozione un bambino (talvolta due gemelli).
La gran parte delle adozioni erano individuali. Un anonimo donatore telefonava perchè andassimo a ritirare ed erano tante Adozioni. Lo chiamammo Fabbro Operoso e il problema era versare in banca queste offerte anticipate di provenienza anonima. Le guardie del Papa: i soldati svizzeri del Vaticano, fecero, successivamente, più adozioni.
C’erano Parrocchie (e su altari laterali di Chiese abbiamo poi trovato Certificati e foto di bambini salvati), Scuole, Vescovi, qualche Pubblica Amministrazione. Giuliana Pelucchi, con un saggio:.
Un’esperienza davvero Speciale, diede un grosso contributo alla diffusione di Progetto Gemma.
Poi, con il cambio di gestione questo “contributo” non fu più utilizzato.
Quando io ho lasciato si era raggiunto il ritmo di 1.200 Adozioni/anno.
Sopraggiunto l’Euro, si discusse se mettere l’aliquota di 5Euro/g ma poi si decise per arrotondare a 160 euro al mese il che porta il valore di una Adozione in 18 mesi a 2880 Euro.
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Io ora non sò come va; lo gestisce Vita Nova: L’elenco dei nomi dei bambini nati non viene più diffuso.
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So invece che l’Associazione privata di fedeli  “PROGETTO GEMMA. Adozione Prenatale a Distanza”, che ha la proprietà del marchio di Progetto Gemma, ha lo scopo statutario della sequela di Gesù Concepito, con il compito di promuovere all’interno della più ampia comunione ecclesiale la consapevolezza della vita  fin  dal concepimento e raccoglie segnalazioni (di CAV, sacerdoti, militanti per la Vita) di vite a rischio e diffonde richieste di preghiere su un circuito base di oltre 600 telefoni cellulari.
La stessa Associazione diffonde, per internet, una traccia di adorazione, il 25 di ogni mese, associando il concepimento di Gesù a quello dei bambini: il momento più grande della Creazione.

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