Lucy: una storia vera

(su Libertà e Persona) Sabato 12 maggio, il giorno precedente alla marcia per la vita, ci sarà un grande convegno sulla vita nascente, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (inzio 14.30). Alla fine del convegno verranno premiate alcune personalità distintesi nella testimonianza a favore della vita. Tra queste i genitori di Lucy. L’annuncio di quella vita era l’investitura di un destino imprevisto, diverso e piu’ forte: erano chiamati a proteggere e custodire, ad amare senza condizioni, a spogliarsi di se’ per ritrovare la propria natura profonda in una prova inaspettata e vivificante.

A Lucy non avrebbero dovuto chiedere nulla. Questa bimba non sarebbe stata la proiezione di ambizioni, aspettative, aspirazioni; sarebbe stata la fonte in cui riversare tutti se stessi per riattingerne un’esistenza sempre rinnovata, perche’ e’ proprio nell’atto di dedizione all’altro che essa acquista significato ed e’ l’altro che la rende significativa.

Lucy era un dono, e loro dovevano essere in grado di accoglierlo, all’altezza della chiamata e del compito.

L’attesa di questa vita e’ diventata la vita in cui si sono riconosciuti e rigenerati, scoprendo di possedere una grande forza sconosciuta.

Quando Lucy e’ venuta al mondo, e ha cominciato la sua durissima lotta con la propria fragilita’ annunciata, quella forza cresciuta spontaneamente nell’anima e nel cuore si e’ fusa in una cosa sola con quella creatura.

Era la via per comprendere che, nel miracolo della vita, noi siamo partecipi di un disegno piu’ grande che, anche quando non riusciamo a comprendere, e’ capace di illuminarci e guidarci oltre i nostri pensieri e le nostre paure: soltanto se pensiamo noi stessi inscritti in questo disegno e ci abbandoniamo al nostro essere creature, possiamo trovare il significato della nostra e dell’altrui esistenza. E questa testimonianza, di vera liberta’ riconquistata, diventa a sua volta un dono da comunicare perche’ altri se ne possano arricchire.

Per i genitori di Lucy nasce cosi’, spontaneamente, l’urgenza di chiamare altri, tutti quelli che saranno capaci di mettersi in ascolto, a cogliere anche per se’ l’esistenza di un orizzonte piu’ fecondo e piu’ appagante.

Ma non bastano le parole per esprimere lo spazio dello spirito, occorre un linguaggio diverso da quello dell’uso quotidiano e corrente. Occorre uno strumento capace di abbracciare quell’universo piu’ grande che l’uomo puo’ scoprire e riconoscere come proprio.

Cosi’, Anna e Gianluca hanno sentito che solo il canto e la musica avrebbero potuto trasmettere e sublimare tutta la grandezza di un’esperienza straordinaria, che li aveva coinvolti fino alla profondita’ insondabile del mistero della vita e del dono di se’.

E la storia di Lucy, la loro storia, e’ diventata “Il mondo di Lucy”, una ballata della vita e dell’amore, del destino e della speranza.

“Questa storia parla di speranza, di una scelta fatta per amore, che ha generato amore. Potevamo scegliere il buio, potevamo allontanare tutto in un attimo, con un semplice no. Abbiamo scelto la vita, la vita di Lucy. E Lucy ha illuminato la nostra. Ogni pagina racconta di un piccolo passo fatto, di un pezzetto di strada, percorsa con fatica e con speranza. Pensieri e riflessioni nati da un incontro, dall’abbraccio di chi ci sta a fianco,
da un istintivo bisogno di descrivere quello che sta succedendo. Con il desiderio profondo, impresso nell’anima, di poter forse, un giorno, essere di aiuto a qualcuno.” Anna e Gianluca, genitori di Lucy

di Elisabetta Bortoletto Frezza, Mevd di Padova

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