La benedizione per i bimbi nel grembo materno

(su L’Osservatore Romano del 02-04-2012) Potrebbe essere disponibile già nella seconda settimana di maggio — in occasione della festa della mamma — in tutte le parrocchie negli Stati Uniti, il testo del rito della benedizione dei bambini nel grembo materno, che ha ricevuto l’approvazione della Santa Sede. È quanto comunicato in una nota della United States Conference of Catholic Bishops (Usccb), con la quale si informano i fedeli dell’avvenuta concessione della recognitio da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il testo del rito verrà stampato in duplice lingua, inglese e spagnolo, per rispondere anche al crescente numero di fedeli ispanici immigrati nel Paese e, secondo gli auspici, essere dunque pronto per l’uso a partire dal mese prossimo.

Il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston, Daniel N. DiNardo, presidente del Committee on pro-life activities della Usccb ha sottolineato la gioia dell’intera comunità cattolica, osservando di essere «impressionato dalla bellezza di questa benedizione dedicata a una nuova vita umana nel grembo materno». In particolare, è spiegato dall’episcopato, la benedizione è stata preparata «per sostenere i genitori in attesa di un figlio, per favorire la preghiera nelle comunità e il riconoscimento del prezioso dono della maternità e per promuovere il rispetto della vita nell’ambito più vasto della società». La benedizione, si puntualizza, potrà essere offerta sia nel contesto della celebrazione di una messa che al di fuori di essa.

Le parrocchie potranno quindi nelle prossime settimane prepararsi a ricevere il testo. «Abbiamo voluto fare l’annuncio nel più breve tempo possibile — ha affermato l’arcivescovo di New Orleans, Gregory Michael Aymond, presidente del Committee on Divine Worship della Usccb — allo scopo di far sì che le parrocchie possano iniziare a guardare a come recepire questo rito nel tessuto della loro vita». Il testo, ha aggiunto il presule, potrebbe in futuro «eventualmente» entrare a far parte anche del Libro delle Benedizioni quando verrà sottoposto a revisione.

A promuovere la preparazione del testo della benedizione è stato l’arcivescovo di Lousville, Joseph Edward Kurtz. Monsignor Kurtz negli anni scorsi, quando era vescovo di KnoXVIlle, rivolse una richiesta al Committee on pro-life activities per verificare se esistesse una preghiera di benedizione per i bambini nel grembo materno. La verifica non produsse risultati e il Committee on pro-life activities avviò pertanto l’elaborazione di un testo, che venne presentato al Committee on Divine Worship nel marzo 2008. Successivamente, nel novembre dello stesso anno, l’assemblea dei vescovi approvò la preghiera, il cui testo venne infine inviato alla Santa Sede per la recognitio.

Come accennato, la benedizione sarà disponibile anche nella traduzione spagnola per i fedeli. La Usccb ha anche approvato nel giugno 2011 la traduzione in spagnolo di una serie di aggiunte al Messale Romano per includere le feste dei santi ispanici e spagnoli. La decisione, è spiegato, è il frutto di un anno di lavoro del Committee on Divine Worship che ha raccolto una serie di testi per la celebrazione della festa dei santi patroni più significativi dell’America Latina e della Spagna. Il vescovo ausiliare di Brooklyn, Octavio Cisneros, ha sottolineato che essa «rispecchia un vero bisogno pastorale per il crescente numero di ispanici residenti negli Stati Uniti». Il direttore esecutivo del Secretariat of Divine Worship della Usccb, monsignor Anthony Sherman, ha osservato che il Messale costituisce «una fonte di sviluppo spirituale per tutti i cattolici negli Stati Uniti».

Da tempo la Chiesa negli Stati Uniti ha deciso di rafforzare la pastorale in relazione alle mutate esigenze demografiche, che vedono appunto una crescita dei fedeli ispanici. L’immigrazione sta mutando significativamente il volto della società e della Chiesa statunitense, considerando che oggi il 35 per cento dei cattolici americani sono di origine ispanica, cifra che raggiunge il 50 per cento se si considera solo la popolazione giovanile.

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