Il TAR dà ragione a Virginia Raggi che aveva fatto rimuovere i manifesti ProVita

Manifesti ProVitaSi possono pubblicare manifesti volgari, talvolta quasi pornografici o che invitano al consumo di marijuana, ma non le foto di un bambino nel grembo materno (accompagnato da frasi vere e scientifiche).

l Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato il nostro bambino nel grembo, Michelino, al silenzio. Proprio così…
Il Tribunale, con sentenza n. 12662/19, ha respinto il ricorso proposto da Pro Vita e Famiglia contro il diniego da parte del Comune di Roma all’affissione di manifesti che ritraevano l’immagine di un bambino in grembo.
In pratica, il Comune di Virginia Raggi aveva deciso di censurare le nostre affissioni prolife, noi abbiamo fatto ricorso al Tar, e il Tribunale ha dato ragione alla Raggi.
La motivazione del Tribunale? Perché rappresentare un feto nel grembo, accompagnato da frasi vere e scientifiche (tipo: “Tu eri così a 11 settimane, tutti i tuoi organi erano presenti”, ecc.) supererebbe “i limiti della violenza semantica” e provocherebbe uno “smodato impatto emotivo”!
Quando abbiamo letto la motivazione non potevamo credere ai nostri occhi: è “violenza semantica” affermare alcune verità sulla vita prenatale?
Si possono pubblicare affissioni volgari, talvolta quasi pornografiche, o che invitano al consumo di marijuana, ma non quelle che rappresentano un bambino nel grembo materno.
Dobbiamo dire la verità: abbiamo avuto la tentazione di “arrenderci” alla censura e concedere la vittoria alla Raggi, perché’ sebbene sia possibile ricorrere contro la decisione del Tar, l’appello al Consiglio di Stato è costosissimo.
Poi abbiamo capito che non lo dovevamo fare solo per noi ma per tutti: per tutte le altre associazioni, per cittadini come te, per qualsiasi persona di buona volontà che in futuro vorrà manifestare per la vita e per la famiglia…
Infatti, se passa il principio per cui un Comune può censurare manifesti e altre manifestazioni del pensiero perché’ le giudica ideologicamente sgradite (magari con la scusa di “violenza semantica”) allora la libertà di tutti è in pericolo.
Per questo dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato. Sono necessari però circa 15 mila euro per coprire le spese legali e avere una speranza di vincere la guerra contro il Comune di Roma e contro la censura.
Se non ricorriamo al Consiglio di Stato abbiamo perso e il Comune di Virginia Raggi avrà vinto: a Roma si rischierà di non poter più manifestare in difesa dei bambini nel grembo o per altri valori sgraditi al potere politico di turno. Altri Comuni potranno seguire l’esempio della Capitale…
Se ricorriamo, abbiamo la possibilità di sconfiggere la censura e difendere la libertà di tutti. Una sentenza favorevole del Consiglio di Stato orienterebbe la giurisprudenza in tutta Italia! I nostri legali hanno studiato il caso e ci sono discrete possibilità di vittoria. Abbiamo solo bisogno del tuo aiuto per coprire le spese: contribuisci anche tu con 10 euro o 5 euro a questa battaglia finale per la libertà!
“Michelino” (così abbiamo nominato il bambino in grembo dei nostri manifesti) non può essere censurato: rappresenta tutti i bambini nel grembo che non hanno voce ma che possono farsi sentire grazie a noi, grazie a te.
Ti ringraziamo in anticipo per tutto quello che potrai fare.

Nota di BastaBugie: se vuoi sostenere, con una donazione, Pro Vita e Famiglia a ricorrere contro la censura del Comune di Roma, vai alla fine di questa pagina.
Qui trovi i link agli articoli precedenti sulla lotta della sindachessa di Roma contro i manifesti di Provita:

IL MANIFESTO PROLIFE CHE HA MESSO A NUDO L’IDEOLOGIA RADICALE DI PD E CINQUESTELLE
Così come accadeva nei regimi comunisti, certe verità (oggi ad es. la foto di un embrione) gettano nel panico il sistema attuale… si avvicina anche per esso il tracollo?
di Rodolfo Casadei
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5130

INTERVISTA A COSTANZA MIRIANO E VLADIMIRO GUADAGNO (IN ”ARTE” LUXURIA) SUI MANIFESTI RIMOSSI DALLA RAGGI… E MULTATI DI 20.000 EURO!
La sindachessa di Roma si è fatta braccio esecutivo della lobby gay perseguitando chi difende il diritto naturale di un bambino ad avere un babbo e una mamma
di Manuela Antonacci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5398

LA RAGGI RIMUOVE I MANIFESTI CONTRO L’UTERO IN AFFITTO E FA PAGARE UNA MULTA DI 20MILA EURO
La sindachessa a 5 stelle di Roma impedisce di manifestare la propria contrarietà alle rivendicazioni LGBT (da notare che l’utero in affitto è illegale in Italia)
di Domenico Mascialino
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5385

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Titolo originale: Virginia Raggi ha vinto la battaglia, ma non la guerra
Fonte: Pro Vita e Famiglia, 20 novembre 2019
Pubblicato su BastaBugie n. 639

 

Antonio Brandi e Jacopo Coghe, BastaBugie.it, 20 Novembre 2019

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