I corpi di 2.246 bambini in casa del Dottor Aborto

Mentre a San Francisco è in corso il processo legato all’emersione della compravendita di organi di bambini abortiti, che ha come suoi unici imputati i due giornalisti investigativi che hanno il merito di aver fatto emergere lo scandalo, dagli Stati Uniti arriva l’ennesima storia d’orrori con al centro l’aborto.

In Illinois, nella proprietà di un medico di nome Ulrich Klopfermorto il 3 settembre, la polizia ha ritrovato i corpi di 2.246 bambini. La scoperta è stata resa pubblica il 13 settembre dall’ufficio dello sceriffo della Contea di Will, a seguito dell’ispezione conseguente alla chiamata fatta il giorno prima da un avvocato della famiglia di Klopfer all’ufficio del medico legale della Contea. In quella telefonata, come riferiscono le autorità, l’avvocato spiegava che i familiari, «mentre attraversavano la proprietà personale del dottore, hanno scoperto quelli che sembravano essere resti fetali», chiedendo alla Contea di provvedere a una loro «appropriata rimozione». Investigatori e funzionari locali si sono quindi diretti all’abitazione di Klopfer, dove la famiglia del defunto li ha condotti in un’area dove erano presenti appunto «2.246 resti fetali medicalmente conservati», presi in custodia dalla Contea.

L’ufficio dello sceriffo ha riferito che al momento «non ci sono prove che siano state condotte procedure mediche presso la proprietà». Una delle ipotesi in campo è che i bambini siano stati abortiti in Indiana – dove Klopfer ha gestito tre strutture abortive in tre diverse città (Gary, Fort Wayne e South Bend) – e poi trasportati in Illinois, ipotesi che se approfondita richiederebbe un’indagine federale. Intanto, il procuratore generale dell’Indiana, il repubblicano Curtis Hill, ha detto che investigherà sulla «macabra scoperta» collaborando con il procuratore generale dell’Illinois, il democratico Kwame Raoul.

Da parte sua, il governatore dell’Indiana, Eric Holcomb, un repubblicano, ha detto di appoggiare un’eventuale inchiesta federale. E, nel frattempo, anche il suo predecessore alla guida dello Stato, il vicepresidente Mike Pence, è intervenuto con un paio di tweet, scrivendo che questa vicenda «dovrebbe scuotere la coscienza di ogni americano». Nel 2016, mentre Pence era ancora governatore dell’Indiana, a Klopfer era stata ritirata la licenza, e l’attuale braccio destro di Trump aveva inoltre firmato una legge per cremare o dare degna sepoltura ai corpicini dei bambini abortiti. Pence chiede adesso che le azioni del dottore vengano «investigate a fondo» e aggiunge: «I resti dei non nati devono essere trattati con dignità».

La storia di abusi professionali di Klopfer era dunque ben nota, ma tra le maglie larghissime della legislazione abortista e le coperture politico-giudiziarie ha potuto operare per decenni. Il Washington Free Beacon riporta che la sua clinica a South Bend è stata chiusa dopo che Klopfer era stato trovato colpevole di aver violato la legge statale per nove volte.

Lo stesso giornale, il 6 agosto di quest’anno, quindi più di un mese prima dello scandalo, sottolineava il sostegno dato dal sindaco di South Bend, Pete Buttigieg – uno dei candidati del Partito Democratico per la corsa alla Casa Bianca e noto pro choice – alla clinica cittadina gestita dalla catena abortista Whole Woman’s Health (WWH), malgrado anch’essa abbia alle spalle una lunga serie di violazioni sanitarie e si sia vista negare la licenza dal Dipartimento della Salute dell’Indiana. La clinica della WWH è di fatto stata aperta alcuni mesi dopo la chiusura di quella di Klopfer, nonostante le preoccupazioni espresse da diversi medici della zona, tra cui Laura McGuire, la quale aveva avvertito che l’organizzazione «ha lo stesso tipo di profilo del dottor Klopfer». Questo ricorda che, al di là di Klopfer, è la diffusione della cultura diabolica dell’aborto come “diritto”, di cui i dem americani sono il maggiore sponsor politico, il problema di fondo.

Senza la pervasività di questa cultura non si potrebbero spiegare le decennali ‘gesta’ di un medico così. Monica Migliorino Miller, direttrice di Citizens for a Pro-Life Society, ha spiegato a Life Site News di non essere, purtroppo, sorpresa dallo scandalo odierno perché già 31 anni fa il suo gruppo, assieme alla Pro-Life Action League, aveva trovato «centinaia di bambini abortiti, uccisi da Klopfer, abbandonati per la raccolta dei rifiuti sul molo di carico del laboratorio della Vital Med a Northbrook», in Illinois, dove erano stati portati dalla sua clinica a Fort Wayne, nell’Indiana. I resti dei piccoli erano stati poi sepolti dai Citizens e da altri attivisti pro vita; e anche oggi l’associazione guidata dalla Migliorino Miller afferma che si sta muovendo per offrire una sepoltura a questi altri 2.246 bambini.

La vicenda di Klopfer richiama, per la quantità di tenebre, quella di Kermit Gosnell, il medico condannato all’ergastolo nel 2013 in conseguenza di una lunga serie di crimini – compresi gli omicidi di tre bambini nati vivi dopo il fallito aborto – e dalla cui storia è stato tratto un film (Gosnell – Il processo del più grande serial killer d’America) boicottato dalla cultura dominante, come del resto sta succedendo con Unplanned e la sua storia, vera e potente, di conversione. La speranza, in mezzo all’emersione di tanto orrore, rispetto a cui bisogna intensificare la preghiera per non rimanerne assuefatti e sopraffatti, è che qualche coscienza si risvegli dal sonno in cui è piombata cedendo alla menzogna dell’aborto come “libera scelta”.

 

Ermes Dovico, La Nuova Bussola Quotidiana – 19 settembre 2019

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