Giovani, perché partecipare alla Marcia per la Vita!

Giovani, perché partecipare alla Marcia per la Vita!La legge sull’aborto e quella sull’eutanasia hanno prodotto migliaia di morti innocenti in tutto il mondo. Ci riempiamo la bocca di diritti, ma neghiamo il principale di tutti: il diritto alla vita. È necessario alzarsi in piedi per difendere la verità come ci ha insegnato san Giovanni Paolo II. Un’occasione per farlo è la Marcia per la Vita.

“Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana è minacciata. Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi ci alzeremo in piedi per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore”. Queste sono le belle parole di san Giovanni Paolo II a Washington durante un’omelia del 7 ottobre 1979. Ripensando a tutto ciò che è accaduto in questi ultimi anni, non possiamo che asserire che la vita umana è sotto attacco. Abbiamo la legge 194 che da 40 anni ha causato più di 6 milioni di bambini morti, senza contare tutte le vittime delle pillole abortive e una legge sull’eutanasia in discussione al Parlamento. Migliaia di innocenti fatti a pezzi ogni giorno nel mondo ed altrettanti malati (anche minori) “terminati” perché visti come un peso per il sistema sanitario.

Nel nostro Paese, il tasso di natalità è sempre più basso. Il bambino non nato viene definito “un grumo di cellule” o paragonato ad un tumore addirittura. Ci sono paesi come l’Islanda, in cui non esistono praticamente più bambini con la sindrome di Down: vengono uccisi direttamente nel grembo materno. In Olanda esiste la “Kill Pill” per chi compie 70 anni: può decidere di assumerla e di uccidersi. Viviamo in un’epoca di paradosso. Ci riempiamo la bocca di diritti, ma neghiamo il principale di tutti: il diritto alla vita.

Sì: la vita umana è sotto attacco. Nessuno è più al sicuro, specialmente i più piccoli. Nella sua omelia san Giovanni Paolo II ha detto che bisogna alzarsi in piedi per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Ecco: la Marcia per la Vita è l’occasione annuale per farlo. Per mostrare al mondo che ci sono ancora tante persone di buona volontà che lottano ogni giorno per difendere la vita, senza temere l’isolamento, l’ostracismo e la persecuzione. Per mostrare ai poteri forti che non ci potranno zittire, mai e poi mai, perché la verità vince su tutto e non ha paura di niente. La Verità infatti ha il potere intrinseco di conquistare le anime.

Mai come ora abbiamo bisogno di una Marcia per la Vita. Perché mai come ora il mondo necessita di pro vita veri senza macchia e senza paura che possano salvare i loro fratelli più indifesi. Ed in quanto Presidente degli Universitari per la Vita, vorrei lanciare un appello a tutti i giovani, in particolare agli studenti: non possiamo stare in silenzio di fronte all’uccisione di tanti innocenti e di fronte alle leggi che negano il diritto alla vita. Il nostro potere è forte: rappresentiamo la speranza di un futuro più giusto per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.

Ed allora alziamoci in piedi: con coraggio, con passione, con forza, con la verità, come i profeti biblici, come i santi. Come disse santa Giovanna d’Arco: “Bisogna dar battaglia affinché Dio conceda la vittoria”. Salviamo i nostri bambini da un mondo che li vuole uccidere; marciamo anche per Alfie, Charlie, Isaiah e per tutte le altre vittime della dittatura di morte, marciamo per tutti i pro vita che rischiano il carcere (se non la vita) con il loro apostolato, marciamo per l’unità del mondo pro life e per far capire a tutti che in una battaglia del genere non ci sono mezze misure, marciamo per testimoniare la bellezza ed il grande dono della vita. Marciamo perché con l’aiuto di Dio possiamo salvare il mondo.

Vi aspettiamo il 18 maggio alle 14,30 in Piazza della Repubblica a Roma.

Chiara Chiessi, Punto Famiglia, 7 Maggio 2019

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