Continuano a crescere le adesioni alla “Marcia per la Vita 2012″ (Roma, 13 maggio)

(di Giulia Tanel su Libertà e Persona del 20-04-2012) A circa un mese dalla seconda Marcia nazionale per la Vita, che si svolgerà a Roma il prossimo 13 maggio, i messaggi di adesione e di sostegno all’iniziativa continuano ad aumentare di numero.
Sono già oltre cento le associazioni italiane che hanno aderito e incoraggiato l’evento e circa venti quelle estere. Hanno inoltre manifestato il loro appoggio anche una trentina di prelati, tra cardinali e monsignori.

Tra le Associazioni che hanno espresso il loro sostegno in favore della “Marcia per la Vita 2012”, segnaliamo la presenza della “Comunità papa Giovanni XXIII” e della “Comunità Nuovi Orizzonti”. Nate in anni piuttosto recenti, entrambe le realtà hanno posto alla propria base il precetto evangelico: “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Mt 19, 16-19).

La “Comunità papa Giovanni XXIII”, fondata da don Oreste Benzi, opera con continuità dal 1973 e il 25 marzo del 2004 è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa.
Gli ambiti di intervento della Comunità sono molteplici e si rivolgono a bambini, giovani, donne ridotte alla schiavitù della prostituzione, tossicodipendenti, carcerati, barboni, persone con handicap, vittime di sette sataniche e adulti che hanno problemi a trovare lavoro, o che versano in situazioni di emergenza.

Questo impegno nel sociale ha permesso alla “Comunità papa Giovanni XXIII” di espandersi e diffondersi in tutto il mondo. Attualmente infatti, la Comunità gestisce circa 520 strutture in tutti i continenti, di diversa tipologia e finalità.

Anche la “Comunità Nuovi Orizzonti” ha come obiettivo primario quello di intervenire in tutti gli ambiti del disagio sociale; essa, inoltre, ha un occhio di riguardo verso i giovani, per i quali previsto un progetto di ricostruzione integrale della persona.
Tutto ebbe inizio nel 1991. Chiara Amirante, allora ventunenne, era attanagliata da una terribile malattia cronica ed incurabile, che le provocava dolori in tutto il corpo e che, in breve tempo, l’avrebbe condotta alla cecità. Chiara, tuttavia, non si fece abbattere da questa prova, perché nell’animo era profondamente pervasa dalla gioia derivata dal suo incontro con Cristo. Una gioia così grande, che essa non voleva tenerla esclusivamente per sé: il desiderio più grande di Chiara era infatti quello di portare la sua testimonianza ai più disperati, andando di notte alla Stazione Termini e nelle zone più ‘calde’ della città di Roma ad incontrare giovani con problemi di droga, alcool, Aids, prostituzione, carcere, emarginazione… Fu così che una sera formulò questa preghiera: “Signore, se questo desiderio così folle di andare di notte in strada sei tu a mettermelo nel cuore, mettimi tu nelle condizioni di poterlo realizzare! A te niente è impossibile! Io desidero solo la tua volontà!”.

La mattina seguente, recatasi in ospedale per dei controlli, i medici le dissero che era completamente guarita, a dispetto di tutte le diagnosi infauste che le erano state fatte in precedenza. Per Chiara la motivazione di questo miracolo era una sola: Dio aveva ascoltato la sua preghiera e voleva che lei si recasse di notte in strada ad annunciare Cristo, che è “la via, la verità e la vita” (Cfr. Gv 14,6).

Da quel giorno gli incontri con la gente bisognosa cominciarono a susseguirsi ininterrottamente e presto Chiara si rese conto che il mondo è pieno di persone bisognose di essere liberate dalle tenebre e di essere accompagnate alla scoperta della Fede. E fu così che, nel 1994, nacque la prima “Comunità Nuovi Orizzonti”, dove Chiara andò ad abitare con i fratelli incontrati per strada, cercando di vivere con loro il Vangelo.

Dopo questa prima casa, i Centri si sono moltiplicati, sia in Italia che all’estero perché, secondo quanto scrive la stessa Chiara Amirante: “E’ davvero urgente che ci mettiamo in ascolto del silenzioso e terribile grido del popolo della notte che ogni giorno si leva verso il cielo. Sono troppi i nostri fratelli disperati che continuano a morire ogni giorno nei deserti delle nostre città. Ciascuno di noi può fare ben poco ma insieme a Colui che è l’Amore possiamo inventarcene di tutti i colori per colorare di cielo gli inferni del mondo. Una cosa è certa: l’Amore fa miracoli!”.

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