ABORTO: La regione Friuli stanzia 500.000,00 per combattere gli aborti

( di Alfredo De Matteo) La regione Friuli ha stanziato 500.000,00 per contrastare la piaga degli aborti che ha raggiunto livelli insostenibili (le statistiche degli ultimi cinque anni parlano di 10.284 aborti, uno ogni cinque bambini nati e dal 1978, anno di promulgazione della legge 194, di quasi 100.000 esseri umani innocenti assassinati, un numero pari all’attuale popolazione di Udine …).

Il finanziamento erogato ha lo scopo di aiutare le mamme in difficoltà e prevede per le gestanti che ne hanno diritto una cifra di 2.400,00 attraverso le modalità stabilite dal piano individualizzato predisposto dal servizio sociale competente per territorio.

L’assessore alla Famiglia Roberto Molinaro ha precisato che tale aiuto economico dura per tutto il periodo della gravidanza e si estende fino ai primi sei mesi di vita del bambino. Le misure a sostegno delle nascite in Friuli-Venezia Giulia risalgono alla metà degli anni ’80, con l’assegno di natalità per le donne prive di copertura previdenziale e sono proseguite con gli assegni di natalità già in corso che sono destinati mediamente ad un nato su due.

Il nuovo stanziamento ha come ulteriore obiettivo di intervenire in quelle situazioni di disagio sociale ed economico che talvolta non consentono alle donne di portare a termine la gravidanza, sottolinea l’assessore Molinaro (Avvenire, 03 novembre 2011).

I politici e le associazioni pro life si ostinano a pensare che per debellare o semplicemente ridurre gli effetti del genocidio in atto occorra mettere mano al portafoglio, dimenticando che secondo le statistiche ufficiali la donna “tipo” che ricorre alla cosiddetta interruzione volontaria di gravidanza ha un lavoro stabile, è coniugata ed ha già dei figli.

Certamente, tali iniziative vanno ad intervenire in quelle situazioni particolarmente difficili in cui il sostegno economico e psicologico alla gestante in difficoltà può fare la differenza nella scelta se abortire oppure proseguire la gravidanza ma non scalfiscono minimamente né la mentalità abortista (che in un certo qual senso ne esce rafforzata) né tantomeno costituiscono un argine al dilagare degli aborti, come invece viene fatto credere.

Si ha la sensazione che parte dell’opinione pubblica rimanga impressionata dai dati drammatici che periodicamente vengono diffusi e tenti in qualche modo di porvi rimedio attraverso delle iniziative che non contrastino con la mentalità e la legislazione vigente e, allo stesso tempo, leniscano la sensazione di impotenza e di colpa di fronte all’immane strage degli innocenti che si dipana sempre più nettamente di fronte ai nostri occhi, troppo spesso non adeguatamente denunciata e combattuta.

Alfredo De Matteo

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