Abortire con la pillola: una drammatica testimonianza

embryoSi dice che l’aborto effettuato per via chimica, mediante l’ingerimento di farmaci, abbia il “pregio” di non creare traumi. Ma non è così: ciò che segue è un commento apparso sul sito clinicquotes.com e scritto da una donna a cui era stato detto che è in dieci settimane i feti non hanno alcun aspetto umano e non sono affatto sviluppati.

Ecco ciò che ha scritto la mancata madre, dopo essersi sottoposta a questo trattamento ed averne visto direttamente i risultati: «Siete in grave errore. Non è corretto considerare la scienza solo in sé e per sé, con freddezza: in tal modo, di fronte ad una donna incinta che si reca in clinica verso la nona o decima settimana di gestazione, non fate altro che prescriverle la pillola abortiva.

Lei torna a casa, prima di mettersi a letto inserisce nei pressi della cervice tre piccole pastiglie e si addormenta, in attesa di espellere quello che il suo ventre contiene. Se però non evacua nel gabinetto, tirando l’acqua senza guardare, ma le capita di espellere il feto nella vasca da bagno, come è successo a me, allora può vedere non un informe grumo di tessuto, come le era stato detto, bensì una piccola testa, con occhi, bocca e orecchi, le mani con i ditini, le braccia, i gomiti, le gambe, i piedini. Io ho tenuto tra le mani il mio piccolo di dieci settimane, perfettamente formato, avete compreso?»

È certo che un aborto chimico (attraverso la pillola) effettuato intorno alle nove settimane di gestazione può causare l’espulsione di un bambino già formato, con parti umane, come braccia, gambe, testa, etc. chiaramente visibili anche ad occhio nudo. Infatti queste parti si sviluppano intorno alle sette settimane dal concepimento. Di conseguenza, vedere il corpo del bambino abortito, perfettamente riconoscibile, è uno dei motivi per cui l’aborto chimico attraverso la pillola può essere particolarmente traumatico per le donne. Negli Stati Uniti anche la FDA (Food and Drug Administration, Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) lo sconsiglia vivamente oltre le sette settimane, ma poiché non è vietato molte cliniche lo prescrivono comunque.

 

Fonte: Clinicquotes.com

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