A fianco della marcia per la Vita

(su Catholic.net) La vita è movimento, è avere nuove possibilità. È un cammino.
Chi volesse esprimere la necessità di vivere, non troverebbe modo migliore che con un’immagine: il moto. Per questo la Marcia per la vita ha in sé la forza del simbolo: il percorso, lo spostamento che, mentre avviene, dichiara che si è vivi, attivi. E lo si è perché si crede nella vita e nel futuro. L’iniziativa è all’incirca questa, semplicissima. Trovarsi il 13 maggio dalle 8.30 al Colosseo di Roma, e poi camminare. Fino a Castel Sant’Angelo. Arrivo previsto: ore 11.30.

Perché. Non è una manifestazione religiosa, non è una processione. È un evento civico, per sottolineare il peso che in trent’anni ha avuto la legge 194. Quella sull’aborto, che ha legalizzato in tutto questo tempo l’uccisione di milioni di innocenti. Gli indici dell’Istat sono impressionanti, le cifre parlano da sole: oltre 5 milioni i feti soppressi dal 1978, un vero e proprio sterminio.

La Marcia per la vita vuole testimoniare tutto questo, sensibilizzare e nel frattempo affermare che la vita è un dono, indisponibile, di Dio. Noi uomini non possiamo arrogarci il diritto di decidere la cancellazione di un’esistenza. Possiamo fare tante cose, ma non uccidere, non in questo modo.

Non è ovviamente un dibattito semplice e i parametri sono tanti, nessuno lo nega. Ma è necessario aprire un dialogo, capire le ragioni, ribadire che esiste una distinzione tra Bene e male, tra Vero e falso, tra Giusto ed ingiusto. La Marcia per la Vita è, come afferma il comunicato “il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte”.

Chi. La Marcia è aperta a tutti, a chiunque senta che c’è qualcosa di sbagliato nella legge 194. È aperta anche ai pro life non credenti, ai gruppi che potranno partecipare con i loro simboli, “ad esclusione di quelli politici”.

Il successo dell’edizione precedente. Nel maggio del 2011, a Desenzano sul Garda, quasi mille persone si sono raccolte per la prima edizione. Organizzata in breve tempo e con poche risorse, è stato un vero successo. Per una intera giornata, i partecipanti si sono spostati in una tranquilla passeggiata vicino al lago. Alcuni si sono conosciuti, altri si conoscevano da sempre, tutti hanno condiviso l’impegno insieme, concludendo il percorso con la celebrazione di tre messe.

Questo ha dato fiducia, anche perché l’adesione dei movimenti e delle associazioni è stato intenso. Non da meno quella del mondo ecclesiale (card. Ennio Antonelli, Raymond Burke; i vescovi Luigi Negri, Mario Oliveri, Rino Fisichella) e della stampa del mondo cattolico.

Ora la sfida è un po’ impegnativa, in una città come Roma.

Il numero degli aderenti in crescita. Ogni giorno aumentano i consensi, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito. Il sito della Marcia per la vita è in continua e aggiornata espansione. Per farsi un’idea è sufficiente andare in questa pagina, dove sono riportate la adesioni italiane. Nella sezione sono anche consultabili i consensi dall’estero, dei prelati, e le lettere dei cardinali.

Stanno aderendo in molti, fra i quali i cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, Angelo Bagnasco, Presidente della CEI e arcivescovo di Genova, e mons. Jozef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, anche perché dalla Polonia è stata annunciata una massiccia partecipazione all’evento. E ancora: il card. Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Camillo Ruini, attualmente a capo del Progetto culturale della Cei, Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Walter Brandmüller, Presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Il Catholic.net condivide e sostiene questa iniziativa. La fa adesso e la farà nelle prossime settimane.
Perché la vita è movimento, e chi si ferma ha poco da raccontare.
Ed è una morte anche questa.

La redazione di Catholic.net

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