Un altro sguardo al Messico: preoccupazione per la difesa della vita

A pochi giorni dalla imponente marcia per la vita dello scorso 20 ottobre, quando più di un milione di messicani sfilavano in 20 città del Paese chiedendo al nuovo presidente Obrador di rispettare il diritto alla vita sin dal concepimento, la reazione di alcuni membri del partito di maggioranza Morena non si è fatta attendere: una proposta di legge per introdurre a livello federale (obbligatorio per tutti gli stati regionali) il diritto all’aborto “sicuro”Come abbiamo già riportato, lo Stato federale di Sinaloa, in questi giorni, ha risposto con chiarezza all’appello dei pro life messicani, introducendo senza mezzi termini il divieto assoluto all’aborto nella propria Costituzione, salvaguardandosi così da una qualunque altra decisione a livello federale.

La #OlaCelesteMexico che da mesi occupa le piazze del Paese, promossa da una miriade di associazioni cristiane e laiche in difesa della vita, aveva chiesto nei giorni scorsi una parola chiara da parte del presidente Obrador, in carica dal prossimo 1° dicembre, che rassicurasse la stragrande maggioranza dei cittadini messicani preoccupati da una possibile liberalizzazione nel paese dell’aborto. Nella campagna elettorale dei mesi scorsi il presidente Obrador aveva sempre affermato che non era sua intenzione cambiare le legislazioni sui temi della vita ed eventualmente avrebbe chiesto, tramite referendum, un pronunciamento vincolante ai cittadini.

La preoccupazione in Messico è palpabile, si teme infatti che l’iniziativa dei due deputati di Morena, Lorena Villavicencio e Porfirio Munoz Lopez, possa rappresentare una volontà più ampia dell’intera maggioranza del Parlamento. Tuttavia, non solo le associazioni pro life ma anche le chiese cristiane sono sempre più determinate in difesa della vita e la #OlaCeleste cresce sempre più.

 

Luca Volontè, Notizie Pro Vita – 3 novembre 2018

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