Proto-femministe contro l’aborto

Elizabeth BlackwellL’8 marzo è stata l’occasione per ricordare le lotte per il diritto al voto delle suffragette, le proto-femministe che a cavallo tra Otto e Novecento lottarono per votare e avere gli stessi diritti degli uomini. Le “suffragette” non furono però “pro-choice”: ecco la toccante testimonianza dell’inglese Elizabeth Blackwell (1821-1910) che fu la prima donna dei tempi moderni a laurearsi in Medicina e ad esercitare questa professione negli Stati Uniti d’America, rivestendo un ruolo pionieristico nello spalancare le porte degli studi medici a tutte le altre donne del mondo.

La Blackwell, però, riteneva l’aborto una “sconcia perversione” e così descrisse il bambino non ancora nato e perché deve essere protetto:

«Guardate il primo debole barlume di vita, la vita dell’embrione, l’inizio dell’esistenza umana. Vediamo una cellula minuscola, così piccola che può essere facilmente trascurata; l’anatomista può esaminarla con un microscopio, e cosa scopre? Nient’altro che una delicata membrana trasparente, contenente una goccia d’acqua limpida; il chimico potrà analizzarla con la cura più scrupolosa, e trovare solo la traccia di alcuni sali semplici. Eppure c’è qualcos’altro in queste cellule germinali, qualcosa di meraviglioso: la vita.

Si tratta di una cellula vivente; contiene una progressiva crescita di potenza, secondo le leggi naturali, verso un tipo preciso, che possiamo solo guardare con riverente ammirazione. Lasciatelo nella sua sede naturale, curato dalla ricca vita dell’organismo materno, e si evolverà costantemente nel tipo umano. A poco a poco alcuni deboli segni appariranno nella cellula in crescita: la testa, il tronco, gli arti; piccoli canali si amplieranno in ogni direzione, appariranno particelle rosse di inconcepibile piccolezza e si muoveranno, tendendo verso un punto centrale, che da piccolo canale si è ampliato, ha assunto una forma particolare, ha già cominciato a palpitare; infine il sangue vivo scorre nelle piccole arterie che si concentrano nel cuore, e inizia così la circolazione.

Da ogni parte, ancora incompleta, delicati fili nervosi si spingono avanti, tendendo sempre verso i loro centri. Si uniscono il cervello, il midollo spinale, i gangli. Il sistema nervoso si è formato. La cellula si allarga rapidamente, il tipo umano è finalmente raggiunto e dopo un breve periodo di consolidamento della giovane esistenza, creata da una semplice cellula, si sveglierà per un ulteriore sviluppo della vita indipendente».

Inoltre, nel suo diario, la Blackwell condannò esplicitamente l’aborto. Ecco cosa scrisse su Madame Restell, una famigerata “mammana” di New York, che si faceva chiamare “medico-donna”:

«La sconcia perversione e la distruzione della maternità da parte di quell’abortista mi riempirono di sdegno e risvegliarono un forte senso di antagonismo. Mi sembra orribile che donne che effettuano questo atto orribile possano essere definite con l’onorevole termine di “medico-donna”. Si tratta di degradare vergognosamente ciò che potrebbe e dovrebbe diventare una posizione nobile per le donne».

Fonte: Clinicquote.com

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