Giornata Mondiale dell’Aborto sicuro e legale: il primo diritto umano è il diritto alla vita

Roma, 28 settembre 2017 – Oggi è la cosiddetta “Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale”. Nel 2015 in Italia circa 90.000 bambini hanno perso la vita a causa dell’aborto chirurgico e questo senza contare i 20.000 aborti clandestini e le centinaia di migliaia di confezioni di pillole abortive vendute all’anno. Come è possibile che venga celebrato il diritto a uccidere? La scienza conferma che la Vita inizia dal concepimento e cercano di arrampicarsi sugli specchi coloro che tentano di mettere l’inizio della vita all’annidamento, ma, in ogni caso, l’embrione che si annida non è lo stesso che ha viaggiato per circa una settimana nelle tube, dialogando con la madre, “organizzandosi” per il viaggio?

Come mai nessuno sembra chiedersi perchè aumentano i ginecologi obiettori di coscienza? E’ semplice, perchè i ginecologi, che hanno ancora una coscienza, interprete della legge naturale, sanno che l’aborto è un omicido, anzi, aggiungo, il peggiore degli omicidi perchè perpetrato su un essere inerme che non si può difendere

Le centinaia di migliaia di bambini non nati ogni anno è un dato gravissimo che va denunciato. L’attuale cultura della morte è indifferente al primo diritto da tutelare, ovvero quello di nascere, crescere e vivere l’esistenza che ci è stata donata.

Non c’è nulla da celebrare, il diritto che si reclama è una cosa semplicemente assurda. Si inneggia alla libertà, ma quale libertà? L’aborto è una tragedia che si materializza nel negare a centinaia di migliaia di bambini la possibilità di vivere. Non prendere posizione contro questa “celebrazione della morte” vuol dire decidere che il diritto all’omicidio sia più importante del diritto a vivere. Perchè non si parla mai dei rischi alla salute delle donne che abortiscono comeforti emorragie e infezioni, setticemia e lesioni al collo dell’utero, cattiva cicatrizzazione della parete e perforazione dell’utero, il frequente cancro al seno, il trauma post aborto che può colpire sia la madre che il padre e, soprattutto, la morte. Le ultime cifre dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) riportano almeno 3.500 morti di donne a causa dell’aborto nel mondo.

Anche se la legge 194 dice che l’aborto è un diritto, noi ricordiamo proprio in questa giornata che il primo diritto è la vita e che solo da questo discendono tutti gli altri. A chi difende l’aborto di donne che hanno subito atti di violenza, ricordo che nonostante gli stupri siano un crimine mostruoso e immondo, non giustificano però un altro crimine, quello di una mamma verso il proprio bambino, vittima innocente e indifesa che non ha chiesto di venire al mondo. Non si sana una violenza con un omicidio, abortire non è la risposta giusta. Lo è, al contrario, far crescere un bambino nell’infinito amore, quel sentimento sopra ogni cosa che solo una madre verso un figlio può provare o se necessario darlo in adozione.  D’altronde se fosse giusto abortire per uno stupro persone famose come Jack Nicholson, Eartha Kitt, cantante, Jesse Jackson, Layne Beachley, sette volte campione mondiale di Surfing, Ethel Waters, attrice e cantante, Valeria Gatto Miss Pennsylvania, Nell Carter, cantante, Justine Bieber cantante e centinaia di altri sarebbero dovuti essere abortiti?

C’è pure chi abortisce perchè il feto sarebbe malato. Allora Stevie Wonder musicista, Frida Kahlo pittrice , Stephen Hawking, matemarico e John Milton,  Poeta, Nick Vuijcic, nato senza braccia e senza gambe sarebbero anche loro dovuti essere abortiti?

Basta bugie! Fermiamo questo vero e proprio olocausto!
Abroghiamo l’iniqua legge 194!

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