Cristiano Ronaldo: scampato all’aborto grazie all’obiezione di coscienza

Cristiano RonaldoCristiano Ronaldo ha vinto lo scorso lunedì, 12 gennaio, il Pallone d’Oro, il premio assegnato annualmente al miglior calciatore del mondo nel corso dell’anno solare. E lo ha vinto per la terza volta, la seconda di fila. Ma il campione portoghese non sarebbe stato premiato, e non avrebbe mai nemmeno calcato un campo di calcio se nel 1984 sua madre, Dolores Aveiro, non avesse incontrato un medico che, appellandosi all’obiezione di coscienza, si rifiutò di praticarle l’aborto.

A rivelare questo episodio è stata la stessa madre di Ronaldo nella sua autobiografia Madre Coraggio uscita lo scorso anno in Portogallo. Con già tre figli a carico e una situazione economica molto difficile l’arrivo del quarto figlio le sembrò qualcosa di insostenibile: «All’epoca avevo già 30 anni e tre figli, non mi sembrava il caso di affrontare un nuovo parto e di allargare la famiglia così mi rivolsi a un dottore, che però rifiutò l’intervento». Il rifiuto del medico la spinse a cercare strade alternative.

Tentò un “rimedio casalingo” suggeritole da un’amica: «Mi disse di bere birra scura e calda. Così il bambino sarebbe morto». Ma il piccolo che portava in grembo non ne volle sapere, così anche questo tentativo di “aborto fai da te” andò a vuoto, inducendo la madre a decidere di tenere anche il quarto figlio: «Se la volontà di Dio è che questo bimbo nasca, così sia».

Fu così che il 5 febbraio 1985, in una sperduta città delle Isole Selvagge, un piccolo arcipelago dell’Oceano Atlantico, nacque Cristiano Ronaldo. Un bimbo forte e sano che sarebbe diventato celebre in tutto il mondo grazie al sue eccezionali doti calcistiche.

Il bambino che non doveva nascere a causa delle ristrettezze economiche oggi “mantiene” tutta la famiglia tanto che il calciatore portoghese, che ha autorizzato la madre a svelare il personale aneddoto, oggi ci scherza su affermando: «Visto mamma, tu volevi abortire e adesso sono io che tengo i cordoni della borsa in casa».

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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