Cento motivi per cui avere un bambino non avrebbe funzionato

La storia seguente arriva da Gulf Coast Storks

Sud-ovest della Florida

La ginecologa mise la sua mano sulla mia e mi disse che ero incinta. Ero scioccata. Non potevo avere un bambino proprio allora con tutto quello che stava accadendo alla mia vita : grossi impegni di lavoro, un possibile matrimonio in futuro e la salute di mia madre. Avrei potuto pensare a più di cento motivi per cui avere un bambino non avrebbe funzionato.

Il mio fidanzato Dan e io siamo entrambi cresciuti in famiglie molto religiose. Anche se i nostri genitori ci avrebbero offerto il loro amore e supporto, sapevamo che nessuno sarebbe stato felice dell’arrivo di un bambino prima del matrimonio. Eravamo stati educati a fare le cose nella “giusta” maniera e sapevamo che questo non si addiceva alla nostra educazione. Fino ad allora avevo rivestito il ruolo della “figlia perfetta” e “perfetta cristiana”.

Rimanere incinta avrebbe portato a far sapere a tutti chi ero realmente.

Presi un appuntamento ad una clinica per l’aborto fuori città per non rischiare di imbattermi in qualcuno che conoscesse la mia famiglia. Dan venne all’appuntamento con me ma era chiaro che non condivideva la mia decisione. Ad ogni modo, lui mi amava e desiderava un futuro con me, perciò mise da parte la sua fede e i suoi sentimenti per affrontare la questione.

Dopo tutto, il corpo era mio e la decisione spettava a me, giusto?

Quando arrivammo alla clinica, c’erano dei gruppi di persone che tenevano dei cartelli in mano. Un cartello in particolare diceva “Se credi in Dio, lascia questo posto”. Io ci credevo in Dio, quindi cosa ci facevo in quel posto? Volevo tornare indietro, ma pensai anche all’imbarazzo e alla vergogna che avrei provato per essere incinta. Sapevo che abortire era uno sbaglio, ma era uno sbaglio che potevo nascondere.

Parcheggiammo e ci dirigemmo verso la clinica. Dan afferrò la mia mano e mi ricordò che non era necessario farlo. Ma ho continuato a camminare. Appena iniziai a compilare i moduli nell’ufficio, mi misi a piangere. Stavo facendo la scelta giusta? Quando chiamarono il mio nome mi sentì come se mi mancasse il respiro. Mi alzai, ma invece di percorrere il corridoio della clinica, mi voltai subito  verso l’uscita. Dan mi seguì. Ero così confusa. Gli dissi in lacrime che non riuscivo ad andare avanti con l’aborto  ma allo stesso tempo non potevo affrontare la vergogna della gravidanza. Mi sentivo come se non avessi scelta.

In quel momento, alzai lo sguardo e vidi un bellissimo furgone viola con le immagini di uccelli in volo tutt’attorno. Una scritta in grassetto diceva “Tu puoi scegliere”. Una donna che stava vicino al pullman mi stava guardando. Mi venne incontro e mi chiese se poteva fare qualcosa per me. Mi disse che poteva aiutarci. Ci invitò a salire sul furgone. Dentro faceva molto più fresco rispetto al caldo estivo che c’era fuori. Mi offrì un fazzoletto e ci diede a me e a Dan una bottiglietta d’acqua. Iniziai a calmarmi. Per i trenta minuti successivi ho condiviso la mia storia con lei.

Le dissi del mio credo religioso, della mia famiglia e della mia situazione al lavoro. Affrontando queste preoccupazioni mi elencò i pro e i contro di ognuno e discutemmo sulle possibili conclusioni. Dopo aver fatto questo mi resi conto che tutti i miei problemi erano gestibili. Alcuni non erano neanche validi. Ho guardato Dan. La sua testa era piegata in basso e le sue mani gli coprivano il viso. Alzò lo sguardo e, con le lacrime agli occhi, disse fermamente: “ Non porremmo fine alla vita dei nostri figli. Non uccidiamo i nostri figli”. Continuò a incoraggiarmi chiedendomi “ Perché dovremmo preoccuparci di quello che pensano gli altri?” e quella era la domanda di cui avevo bisogno per capire in quel momento. Realizzai che ciò che pensava Dio di me era più importante di quello che pensavano gli altri.

Decidemmo di tenere il nostro bambino! Da quel momento in poi, il mio cuore si riempì di sollievo e pace. Siamo molto grati per il consiglio che abbiamo ricevuto su quel furgone e per il continuo supporto che abbiamo trovato nel centro di gravidanza locale.

 

savethestorks.com

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