Aborto: per l’Onu i figli non nati non han diritto alla vita

Incredibilmente disumano! La Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, riunitasi a Ginevra nei giorni scorsi per valutare in prima lettura la bozza del trattato sui diritti civili e politici, ha escluso i bambini non nati da quanti abbiano diritto alla vita, non essendo stato ritenuto questo né «conveniente», né «efficace».

Lo hanno deciso i 18 membri, sposando con ciò in pieno la linea sostenuta dalle lobby abortiste ed infischiandosene invece delle richieste di segno opposto pervenute da oltre un centinaio di governi e di organizzazioni pro-vita, tra cui Stati Uniti, Polonia, Russia, Egitto e Giappone, per il quali la Commissione non avrebbe l’autorità per includere nel trattato il diritto all’aborto.

Secondo la prof.ssa Sarah Cleveland, docente di diritto internazionale, una decisione diversa avrebbe però reso più difficile la concessione dell’aborto in caso di stupri. Così, partendo come sempre dal caso limite, non si è in alcun modo tenuto conto né dell’interesse superiore dei figli ancora nel ventre materno a veder la luce, né della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che impegna gli Stati a tutelare i piccoli sin da «prima della nascita».

La Commissione ha lasciato a ciascuno Stato decidere quando inizi la vita: ma a che serve, se poi si arroga il diritto di dire quando infliggere la morte? A marzo il trattato dovrebbe tornare in discussione in seconda lettura e l’esito potrebbe non essere così scontato, anche perché richieste di modifiche sono già pervenute anche da un’altra Commissione delle Nazioni Unite, quella sulla disabilità. Ma nuovi fantasmi si profilano all’orizzonte: in tale occasione verrà preso in considerazione anche l’altro, delicatissimo tema, quello dell’eutanasia. Stanti le premesse, non v’è decisamente di che star sereni…

 

Corrispondenza Romana 

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