Aborto e satanismo, cuciti a filo doppio

Il portavoce del tempio di satana in America, Jex Blackmore, è in causa contro una legge del Missouri per conto dell’adepta “Mary Doe” che lamenta la violazione della propria libertà religiosa durante un aborto nel 2015. Gli adoratori di satana affermano nel Missouri si calpesta la loro libertà religiosa perché prevedono il consenso informato della donna che chiede l’aborto (un’ecografia e adeguate informazioni sul grado di sviluppo del bambino), prevedono che le vengano spiegati i rischi annessi all’aborto e prospettate le possibili alternative, e richiedono 72 ore di attesa prima di procedere all’aborto.

Secondo i satanisti, queste regole violano due punti fondamentali del loro credo: «il corpo di qualcuno è inviolabile, sottomesso alla propria volontà» e «le credenze devono conformarsi alla nostra migliore comprensione scientifica del mondo . Dobbiamo fare attenzione a non distorcere i fatti scientifici per adattarci alle nostre convinzioni ». Probabilmente i satanisti ignorano che chi si batte contro l’aborto afferma che la vita umana inizia al concepimento non sulla base di specifiche convinzioni religiose (contrarie alla religione di satanisti), ma su basi strettamente scientifiche.

E’ la scienza (e non una qualsivoglia religione) che dimostra che la vita umana ha inizio nel momento in cui l’ spermatozoo si fonde con l’ovulo. E anche le informazioni che bisogna dare alle donne come parte del consenso informato sono di carattere scientifico e non religioso. L’anno scorso Breitbart aveva descritto le azioni del tempio di satana come una “crociata pro-aborto” che sostiene gli interessi della Planned Parenthood. E infatti spesso i satanisti hanno manifestato in suo favore. Come hanno manifestato contro la sepoltura dei bambini non nati. Anche questa azione legale (illogica e sconclusionata) dimostra che l’aborto è un rito sacro per i satanisti.

E’ nota la testimonianza di un ex satanista, Zachary King: i riti satanici si incentrano sul togliere la vita. E il massimo tributo al diavolo è quello di offrirgli un bambino con un aborto. Tant’è vero che lui stesso, sin da adolescente, nei suoi 26 anni di culto del maligno ha partecipato a 141 cerimonie orchestrate intorno a una donne incinte (anche di 9 mesi) su un lettino ginecologico, che iniziavano con un’orgia e spesso finivano con atti di cannibalismo. King ha anche spiegato come le sette sataniche abbiano amici potenti tra i tutori dell’ordine e tra i politici e gli amministratori delle città in cui lui ha vissuto queste esperienze, e soprattutto tra i medici, e i paramedici che lavorano nelle cliniche dell’aborto. Tanto che a volte i riti si celebravano proprio dentro cliniche abortiste.

 

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